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Scritto da Maria Rispoli
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Mercoledì 16 Marzo 2011 21:40 |
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Matematico e astronomo persiano mussulmano (Buzadjan 939 ca. – Baghdad 997 o 998). Vissuto a Bagdad nel periodo più fecondo della cultura scientifica araba, svolse un importante ruolo sia come traduttore d’opere greche, sia come compilatore di trattati originali in cui fuse il pensiero scientifico greco e alessandrino con quello persiano e indiano. I suoi più notevoli contributi originali riguardano la trigonometria (tabulazione e applicazione delle funzioni tangente e cotangente alle rilevazioni astronomiche) e l’astronomia. Gli si deve inoltre una rielaborazione dell’Almagesto di Tolomeo in cui espone alcune particolarità circa il moto della Luna sconosciute all’astronomo alessandrino. I primi esempi di equazioni di quarto grado si trovano in opere arabe datate attorno all’anno 1000. Un problema di Abû’l-Wefâ riportato da Abû’l-Faradsh nel Fihrist (987 c.) si riconduce a equazioni di quarto grado, ma è andata perduta l’opera contenente la risoluzione del problema.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Marzo 2011 22:58 |