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Scritto da Maria Rispoli
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Giovedì 17 Marzo 2011 00:34 |
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Uno dei più grandi matematici del ‘900 è stato Andrè Weil, morto il 6 agosto 1998. Fratello della filosofa Simone Weil, era nato in Francia il 6 maggio 1906. Sia durante il periodo degli studi che dopo aver presentato la tesi, contenente la dimostrazione del cosiddetto Teorema di Mordell-Weil, il giovane Weil visitò varie università straniere e fu influenzato dalla scuola di Francesco Severi a Roma e dalla scuola algebrica tedesca d’Emmy Noether. Durante la seconda guerra mondiale, dopo essere stato imprigionato per diserzione dalle autorità francesi, Weil partì per l'America. Dopo un breve soggiorno a Saõ Paolo in Brasile, divenne professore all'Università di Chicago e qualche anno dopo all'Institute of Advanced Studies a Princeton, dove passò anche gli ultimi anni della sua vita. Weil fu un matematico di grande cultura. Parlava varie lingue e sapeva leggere il latino, il greco ed il sanscrito. Oltre che di matematica scrisse anche articoli sulla storia, sull'insegnamento e persino sull'antropologia. È sempre stimolante leggere i suoi commenti sullo sviluppo e sul contesto matematico dei suoi articoli, contenuti nei tre volumi delle sue opere complete. Fu Weil il principale artefice del gruppo Bourbaki. Negli anni ’30 questo gruppo di giovani matematici francesi cercò di uscire dal clima poco stimolante della matematica francese di quegli anni. Inizialmente per scopi didattici, Bourbaki scrisse una serie di libri dove la matematica di base veniva presentata in modo sistematico e coerente. Weil creò la teoria moderna delle varietà abeliane. Dopo il 1948 Weil capì come si potevano formulare degli analoghi dell'ipotesi di Riemann per le varietà di dimensione superiore. Per trattare queste "congetture di Weil", assieme a O. Zariski e B. van der Waerden, Weil lavorò allo sviluppo della geometria algebrica astratta. Le idee di questi ricercatori hanno trovato successivamente la loro forma definitiva per mano di Alexandre Grothendieck, che negli anni '60 ha creato il linguaggio della geometria algebrica moderna: la teoria degli schemi. Usando questa nuova teoria, P. Deligne nel 1973 ha dimostrato le congetture di Weil. La congettura orginale di Riemann, il problema più importante della matematica odierna, rimane ancora aperta.
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